Luce - Nuovo Progetto




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LUCE
Light

2018


Dichiarazione di progetto
La luce è qui intesa come principio vitale e generativo: calore e colore, misura del tempo e dei cicli dell’esistenza. È l’elemento che scandisce i ritmi della vita, che annuncia l’alba come promessa e speranza, ma che al tempo stesso, nel buio, si fa guida silenziosa, orientamento e visione.
Accostarsi alla luce in questo progetto significa per l’artista riattivare concetti ed emozioni sedimentati dal tempo, riportando in superficie una dimensione sensibile e profonda. Se nella pratica artistica la luce è tradizionalmente impiegata per modellare forme e volumi della materia, in questo lavoro avviene un consapevole ribaltamento di prospettiva: non è più l’artista a servirsi della luce, ma è la luce stessa a guidare il percorso emotivo e percettivo.
Essa diventa forza attiva, capace di orientare lo sguardo e di modellare la visione di un mondo notturno, alieno e in gran parte sconosciuto. La notte, spazio dell’ignoto e dell’interiorità, non è rappresentata come semplice assenza, ma come territorio da esplorare, in cui la luce agisce per evocazione piuttosto che per rivelazione.
L’uso di colori artificiali introduce una tensione fertile tra contemporaneità e memoria: cromie costruite e non naturali si fanno veicolo di un risveglio emotivo, richiamando ricordi ancestrali e sensazioni primarie. In questo dialogo tra artificio e profondità interiore, la luce si afferma come strumento di risonanza emotiva, capace di attraversare il tempo e di riattivare ciò che sembrava sopito.
Il progetto si configura così come un’esperienza di abbandono e ascolto, in cui l’artista accetta di essere condotto dalla luce, lasciandole il compito di tracciare il sentiero tra visione, emozione e memoria.

Project statement
Light is understood here as a vital and generative principle: heat and color, a measure of time and of life’s cycles. It is the element that marks the rhythms of existence, that announces dawn as a promise and a form of hope, while at the same time, in darkness, it becomes a silent guide—an orientation and a vision.
Approaching light within this project means, for the artist, reactivating concepts and emotions long sedimented by time, bringing to the surface a sensitive and profound dimension. While in artistic practice light is traditionally employed to shape the forms and volumes of matter, this work enacts a deliberate reversal of perspective: it is no longer the artist who uses light, but light itself that guides the emotional and perceptual journey.
Light becomes an active force, capable of directing the gaze and shaping the vision of a nocturnal world—alien and largely unknown. Night, as a space of the unknown and of interiority, is not presented as mere absence, but as a territory to be explored, where light operates through evocation rather than revelation.
The use of artificial colors introduces a fertile tension between contemporaneity and memory: constructed, non‑natural chromatic fields become vehicles for emotional awakening, calling forth ancestral memories and primal sensations. Within this dialogue between artifice and inner depth, light asserts itself as a tool of emotional resonance, capable of traversing time and reanimating what appeared dormant.
The project thus unfolds as an experience of surrender and attentive listening, in which the artist accepts being led by light, entrusting it with the task of tracing a path between vision, emotion, and memory.


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