VIS
L’Esistenza è la forza della Vita.
Vis nasce da questa possibilità: che ciò che chiamiamo Vita non sia soltanto una condizione biologica, ma una delle forme attraverso cui l’Esistenza manifesta la propria energia.
Il corpo diventa il luogo temporaneo di questa manifestazione. La forza lo attraversa, ne modifica la postura, carica i gesti, trasforma l’espressione e sembra spingerlo continuamente oltre i propri confini. La materia non contiene passivamente la Vita: è attraversata da una tensione che la trasforma e attraverso la quale l’Esistenza diventa percepibile.
Volti, corpi e gesti non descrivono stati psicologici individuali. Ogni figura manifesta una diversa intensità della stessa forza: contenuta, inquieta, compressa, eruttiva. L’identità rimane presente, ma non è il centro dell’immagine. Ciò che la fotografia interroga è la forza che agisce attraverso di essa.
Alterazioni cromatiche, stratificazioni e trasformazioni della materia fotografica non sono effetti formali, ma strumenti attraverso i quali l’immagine tenta di rendere percepibile questa tensione. La fotografia non rappresenta direttamente la forza della Vita: osserva la sua irruzione nella materia e il movimento attraverso cui essa cerca continuamente di espandersi oltre la forma che temporaneamente la contiene.
Vis conclude il percorso della Vita riportando la ricerca al suo principio più radicale. Se vivere significa prendere forma, trasformarsi, entrare in relazione e diventare progressivamente consapevoli della propria Esistenza, all’origine di questo processo rimane una forza che nessuna singola manifestazione può esaurire.
La Vita è materia attraversata dall’Esistenza.
La sua forza è ciò che la mette in movimento.
La sua forza è ciò che la mette in movimento.