IMAGO
L’Esistenza non coincide mai pienamente con l’immagine attraverso cui si manifesta.
Imago esplora lo spazio che separa l’essere dalla sua rappresentazione. La maschera non è concepita né come un travestimento né come un artificio, ma come una forma attraverso la quale l’individuo rivela una parte di sé senza mai esaurire ciò che realmente esiste.
Nel corso della serie, il volto lascia gradualmente spazio alla rappresentazione. L’immagine non sostituisce l’essere; lo accompagna, rendendo percepibile la distanza che separa ogni identità dalla sua manifestazione visibile.
La maschera non rappresenta quindi l’inganno, ma una condizione umana nella quale essere e apparire coesistono in una tensione continua. Ogni fotografia abita questa soglia: ciò che appare non coincide mai pienamente con ciò che esiste.
La fotografia non cerca di smascherare l’individuo né di rivelare ciò che si cela dietro l’apparenza. Rende visibile la distanza tra presenza e rappresentazione, riconoscendo ogni immagine come una manifestazione soltanto parziale dell’Esistenza.