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Critical - Marco Simonelli - Formalux

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La grammatica visiva di una ricerca
 
Saggio curatoriale
 
A un primo sguardo, il lavoro di Marco Simonelli appare sorprendentemente eterogeneo.
 
Ritratti, forme botaniche, architetture e materia trasformata sembrano appartenere a percorsi artistici differenti. Ogni progetto sviluppa un proprio linguaggio visivo, rispondendo a una specifica linea d'indagine più che alla continuità di uno stile riconoscibile.
 
Eppure, osservando il corpus nel suo insieme, emerge progressivamente un'altra forma di coerenza.
 
Questa coerenza non risiede principalmente nella ricorrenza dei soggetti né nella ripetizione di una formula estetica. Si manifesta attraverso una struttura più profonda: una grammatica visiva costante che sostiene silenziosamente l'intera ricerca.
 
La luce non svolge mai una funzione puramente descrittiva. La materia non viene trattata come sostanza inerte. Gli sfondi vengono progressivamente sottratti fino a cessare di distrarre dall'essenziale. Il colore è disciplinato più che espressivo. La forma viene semplificata senza diventare astratta. Ogni scelta compositiva sembra orientata a eliminare ciò che è accessorio per rendere percepibile ciò che è fondamentale.
 
Questa grammatica rimane sorprendentemente stabile.
 
I linguaggi costruiti su di essa, invece, cambiano.
 
Ogni progetto sviluppa il linguaggio visivo richiesto dalla particolare domanda che intende esplorare. Piuttosto che ripetere un'estetica consolidata, Simonelli lascia che sia ogni ricerca a determinare la forma attraverso cui può diventare percepibile.
 
La varietà delle opere non deve quindi essere interpretata come una discontinuità stilistica. È la conseguenza visibile di una posizione intellettuale che rifiuta di attribuire a un unico linguaggio visivo la capacità di indagare ogni manifestazione della realtà.
 
La fotografia assume così un ruolo inconsueto.
 
Non rappresenta un fine né un oggetto di indagine in sé. Diventa uno strumento flessibile di pensiero, capace di modificare il proprio linguaggio pur rimanendo fedele alla stessa grammatica visiva.
 
Osservata in questa prospettiva, la coerenza dell'opera di Marco Simonelli non risiede nella ripetizione delle immagini, ma nella continuità di uno sguardo.
 
Ogni progetto parla un linguaggio differente.
 
Tutti sono costruiti attraverso lo stesso modo di vedere.
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