COGITO
Ci sono momenti in cui l’Esistenza diventa un confronto con se stessi.
Prima dell’azione, prima del linguaggio, prima della certezza, esiste un momento in cui il rumore del mondo tace e la coscienza si volge verso l’interno. In questa sospensione, l’individuo incontra uno spazio che non può essere evitato: il sé.
Cogito esplora questa condizione di introspezione.
Le figure abitano momenti di ritiro, nei quali il pensiero diventa un confronto interiore. Gesti, posture e silenzi rivelano la tensione di una coscienza che interroga se stessa, sospesa tra dubbio, consapevolezza e bisogno di comprendere.
Questo confronto non conduce necessariamente a delle risposte. Può diventare conflitto, incertezza o un silenzioso esame della propria esistenza. L’individuo è contemporaneamente colui che interroga e colui che viene interrogato.
Le immagini conservano questa tensione irrisolta. La fotografia non tenta di rappresentare il pensiero in sé, ma rende percepibile il momento in cui l’individuo si ritrae dal mondo esterno e si volge verso la propria coscienza.
In Cogito, l’introspezione diventa una manifestazione dell’Esistenza: l’incontro silenzioso e talvolta conflittuale dell’individuo con se stesso.