STATI D'ANIMO
Moods
- 2023 -
Dichiarazione di progetto
Gli stati d’animo sono presenze silenziose che abitano il nostro corpo e lo spazio che attraversiamo. In questo progetto li considero come forze invisibili che modellano i gesti, i rapporti e il modo in cui ci collochiamo nel mondo. Non sono mai definiti una volta per tutte: emergono, mutano, si riflettono negli altri e nei luoghi che frequentiamo.
Le immagini mettono in scena relazioni sospese, fatte di attese, distanze e legami non dichiarati. I corpi dialogano tra loro attraverso posture, sguardi e movimenti interrotti, mentre oggetti simbolici – corde, valigie, specchi, abiti – diventano estensioni emotive dei personaggi. Nulla è esplicitato: lo stato d’animo si manifesta per allusioni, come un riflesso che non si lascia mai afferrare completamente.
I luoghi, segnati dal tempo e dalla materia, non sono semplici sfondi, ma spazi interiori. Muri, acqua, vegetazione e architetture diventano risonanze emotive, amplificando sensazioni di attesa, malinconia, desiderio o inquietudine. La luce, morbida e pittorica, contribuisce a creare un tempo sospeso, in cui la narrazione rimane aperta e fragile.
Attraverso una messa in scena controllata ma permeabile all’ambiguità, Stati d’animo indaga il conflitto tra razionalità e sentimento. Ci sforziamo di interpretare il mondo in modo logico, ma sono le emozioni a guidare realmente le nostre scelte e i nostri percorsi. Le immagini non vogliono spiegare, ma suggerire: invitano a riconoscere negli altri e in se stessi quelle immagini interiori, spesso indistinte, che danno forma alla nostra esperienza dell’esistenza.
Project Statement
Moods are silent presences that inhabit our bodies and the spaces we move through. In this project, I consider them as invisible forces that shape our gestures, relationships, and how we position ourselves in the world. They are never defined once and for all: they emerge, change, and are reflected in others and in the places we frequent.
The images stage suspended relationships, made of expectations, distances, and undeclared bonds. Bodies engage in dialogue through postures, gazes, and interrupted movements, while symbolic objects—ropes, suitcases, mirrors, clothes—become emotional extensions of the characters. Nothing is made explicit: the mood manifests itself through allusions, like a reflection that can never be fully grasped.
The places, marked by time and matter, are not simple backdrops, but interior spaces. Walls, water, vegetation, and architecture become emotional resonances, amplifying sensations of anticipation, melancholy, desire, or anxiety. The soft, painterly light helps create a suspended time, in which the narrative remains open and fragile.
Through a controlled yet ambiguous staging, Stati d'animo explores the conflict between rationality and emotion. We strive to interpret the world logically, but it is emotions that truly guide our choices and our paths. The images are not intended to explain, but to suggest: they invite us to recognize in others and in ourselves those internal, often indistinct images that shape our experience of existence.









