DOLOR ET SPES
Il dolore e la speranza
Pain and hope
- 2021 -
dichiarazione di progetto
Dolor et Spes è un progetto fotografico ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri, intesa non come semplice riferimento letterario ma come struttura morale e simbolica dell’esistenza umana. Le immagini traducono in forma visiva il viaggio dell’uomo attraverso il dolore, la colpa, l’espiazione e la possibilità di redenzione, rendendo attuali e universali i temi affrontati dal poeta.
I corpi diventano luogo del conflitto: corpi tesi, piegati, feriti, sospesi tra caduta e riscatto. Le pose richiamano iconografie classiche e sacre, ma sono immerse in una materia visiva contemporanea fatta di texture, velature, cromie cupe e atmosfere dense. La fotografia si fa pittura emotiva, stratificazione di tempo e memoria, eco di affreschi medievali e dipinti caravaggeschi.
Nel dolore, rappresentato attraverso gesti estremi, sguardi smarriti e lotte fisiche, emerge la fragilità dell’essere umano, condannato spesso dalle proprie passioni. Figure dannate, corpi che si affrontano o si contorcono, incarnano la violenza dell’errore e della colpa, ma anche la disperata ricerca di senso. Il buio non è solo assenza di luce, ma spazio interiore, condizione dell’anima.
Accanto alla sofferenza si apre però la speranza, evocata da immagini di ascensione, di abbandono fiducioso, di luce che filtra e dissolve la materia. I corpi si sollevano, le braccia si aprono, i volti si fanno più quieti. La speranza non è certezza, ma tensione: un movimento verso l’alto, una possibilità di salvezza che passa attraverso la consapevolezza del dolore.
Le figure femminili assumono spesso il ruolo di mediazione spirituale, richiamando le anime pure, le guide, le presenze salvifiche del poema dantesco. Quelle maschili incarnano invece il conflitto, la colpa, la lotta interiore. In questo dialogo visivo si costruisce un racconto corale, dove ogni personaggio è simbolo di una condizione universale.
Dolor et Spes è dunque un progetto sul cammino dell’uomo, ieri come oggi. Un’indagine sui valori eterni dell’umanità: la caduta, il pentimento, il desiderio di redenzione. Come nella Divina Commedia, il dolore non è fine a se stesso, ma passaggio necessario per intravedere la luce. La fotografia diventa così strumento di meditazione, capace di restituire allo spettatore la profondità di un viaggio interiore senza tempo.
Project Statement
Dolor et Spes is a photographic project inspired by Dante Alighieri's Divine Comedy, understood not as a simple literary reference but as a moral and symbolic framework for human existence. The images visually translate humankind's journey through pain, guilt, atonement, and the possibility of redemption, making the themes addressed by the poet relevant and universal.
Bodies become a site of conflict: tense, bent, wounded, suspended between fall and redemption. The poses recall classical and sacred iconography, yet are immersed in a contemporary visual material made of textures, glazes, dark colors, and dense atmospheres. The photography becomes an emotional painting, a layering of time and memory, echoing medieval frescoes and Caravaggio paintings.
In pain, represented through extreme gestures, lost gazes, and physical struggles, the fragility of human beings emerges, often condemned by their own passions. Damned figures, bodies confronting or writhing, embody the violence of error and guilt, but also the desperate search for meaning. Darkness is not merely the absence of light, but an inner space, a condition of the soul.
Alongside suffering, however, hope emerges, evoked by images of ascension, trusting abandon, and light filtering and dissolving matter. Bodies rise, arms open, faces become calmer. Hope is not certainty, but tension: an upward movement, a possibility of salvation that comes through the awareness of pain.
Female figures often assume the role of spiritual mediation, recalling the pure souls, guides, and saving presences of Dante's poem. Male figures, on the other hand, embody conflict, guilt, and internal struggle. This visual dialogue constructs a choral narrative, where each character symbolizes a universal condition.
Dolor et Spes is therefore a project on the journey of humanity, both yesterday and today. An exploration of humanity's eternal values: the fall, repentance, and the desire for redemption. As in the Divine Comedy, pain is not an end in itself, but a necessary step toward glimpses of the light. Photography thus becomes a tool for meditation, capable of conveying to the viewer the depths of a timeless inner journey.








